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Renato Casaro: il pittore del cinema

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In occasione della grande mostra a lui dedicata a Treviso in tre diverse sedi: al nuovo Museo Nazionale Collezione Salce, per l’occasione aperto nella ritrovata Chiesa di Santa Margherita, al Complesso di San Gaetano e ai Musei Civici di Santa Caterina, martedì 25 novembre 2021 abbiamo potuto ascoltare dall’appassionata e appassionante voce di Lorena Gava, critica e storica dell’arte, la presentazione dell’opera del trevigiano Renato Casaro, l’ultimo pittore del cinema.
A curare la mostra di Treviso Roberto Festi e Eugenio Manzato, con la collaborazione di Maurizio Baroni, tre specialisti del settore, che hanno analizzato l’enorme archivio di Casaro (più di mille i manifesti e le locandine da lui realizzate), selezionando testimonianze di un percorso artistico durato cinquant’anni.

Dopo i rinvii causati dalla pandemia dal 13 giugno 2021 è stata finalmente aperta dalla Direzione Regionale Musei Veneto e dal Comune di Treviso la mostra “Renato Casaro. L’ultimo cartellonista del Cinema. Treviso, Roma Hollywood” un omaggio che la città natale riserva al maestro della cartellonistica cinematografica e a cinquanta anni del suo lavoro.

Renato Casaro, ultimo protagonista di un’arte ormai scomparsa, assurge a simbolo di quella scuola italiana di cartellonisti del cinema, dove perizia tecnica, creatività, genio e istinto erano le garanzie e il valore aggiunto per il successo di innumerevoli film nazionali e internazionali.
Da Treviso a Roma a Hollywood, attraversando con la sua arte la seconda metà del secolo scorso, Casaro ci lascia in eredità una mirabile galleria di manifesti, testimonianza fondamentale per la storia del cinema. Questo artista ha saputo trasporre, disegnandola, l’anima di un film in un manifesto, il tutto mentre lo stesso era ancora in lavorazione, potendo spesso contare solo su qualche fotografia di scena e su un formidabile intuito comunicativo.

Una carriera straordinaria

Renato Casaro è nato a Treviso nel 1935. È un illustratore italiano, conosciuto in tutto il mondo per i suoi manifesti e le sue locandine cinematografiche oltre che per le  pitture e stampe artistiche. È considerato uno dei più importanti, influenti e innovativi cartellonisti cinematografici italiani.
La sua carriera artistica comincia a 17 anni, nel cinema Garibaldi di Treviso, dove realizza gratuitamente delle locandine per le pellicole in opera in cambio dell’ingresso in sala. Nel 1953, si trasferisce a Roma: dopo un anno di lavoro come volontario presso lo Studio Favalli (importante agenzia di grafica), nel 1955 apre un suo studio in città, diventando il più giovane cine-pittore in Italia. La prima commissione è un poster per un film tedesco su Romeo e Giulietta. Nel 1965 ottiene il primo successo internazionale grazie ai keyart (poster e locandine) diffusi in tutto il mondo per il film La Bibbia (film 1966), prodotto da Dino De Laurentiis, facendo arrivare per la prima volta i suoi poster sul Sunset Boulevard di Hollywood.

Negli anni successivi lavora con i grandi nomi del cinema tra cui Claude Lelouch, Francis Ford Coppola, Wolfgang Petersen, Bernardo Bertolucci, Luc Besson, Franco Zeffirelli, Rainer Werner Fassbinder e presso le principali case produttrici a Los Angeles e New York. Ha realizzato i manifesti (pluripremiati) di celeberrimi film, quali “L’ultimo Imperatore”, “Il tè nel deserto”, “C’era una volta in America”. Importantissimo sarà l’utilizzo della tecnica ad aerografo, di cui diventerà uno dei massimi esperti, una tecnica impiegata anche per la realizzazione di dipinti non legati a soggetti cinematografici.
Notevole la collaborazione con Sergio Leone, per il quale realizza quasi la totalità delle locandine dei suoi film. Particolarmente famosi qui in Italia quelli legati al filone spaghetti western (citiamo il famosissimo Per un pugno di dollari, autentico cult movie) e tutti i film legati alla coppia Bud Spencer e Terence Hill. Innumerevoli i premi e i riconoscimenti collezionati nell’arco di una carriera davvero unica e straordinaria.

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